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日志


11月23日

l'amico è...

E' l'amico e'
una persona schietta come te
che non fa prediche
e non ti giudica
fra lui e te divisa
due la stessa anima
pero' lui sa
l'amico sa
il gusto amaro della verita' . .
ma sa nasconderla
e per difenderti
un vero amico anche bugiardo e'
L'amico e'
qualcosa che piu' ce n'e' meglio e'
e' un silenzio
che puo' diventare musica
da cantare in coro io con te
E' un coro e'
un grido che piu' si e' meglio e'
e' un silenzio
che puo' diventare musica
e il mio amore nel tuo amore e'
E' l'amico e'
il piu' deciso della compagnia
e ti convincera' a non arrenderti
anche le volte
che rincorri l'impossibile
perche' lui ha
l'amico ha
il saper vivere che manca a te . .
ti spinge a correre
ti lascia vincere
perche' un amico punto e basta e'
L'amico e'
qualcosa che piu' ce n'e' meglio e'
e' un silenzio
che puo' diventare musica
da cantare in coro io con te
E' un coro e'
un grido che piu' si e' meglio e'
Oh Oh Oh Oh Oh Oh
Oh Oh Oh Oh Oh Oh Oh
e il mio amore nel tuo amore e'
E' l'amico e'
uno che ha molta gelosia di te
per ogni tua pazzia
ne fa una malattia
tanto che a volte ti vien voglia
di mandarlo via
pero' lui no
l'amico no
per niente al mondo io lo perdero' . .
litigheremo si
e lo sa lui perche'
eppure il mio migliore amico e'
L'amico e'
qualcosa che piu' ce n'e' meglio e'
e' un silenzio
che puo' diventare musica
da cantare in coro io con te
E' un coro e'
un grido che piu' si e' meglio e'
Oh Oh Oh Oh Oh Oh
Oh Oh Oh Oh Oh Oh Oh
e il mio amore nel tuo amore e'
e il mio amore nel tuo amore e'
11月8日

via del campo...

Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
Via del Campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.
Via del Campo c'è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano
e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.
Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.
Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.
 
                    (fabrizio de andrè)
 
È tra le più note e apprezzate canzoni di Fabrizio, ed è ambientata in una stradina della Genova angiportuale, ritenuta malfamata per la presenza di prostitute, di travestiti e di gente povera che vive di espedienti illegali. Di questo mondo, a più riprese, De André ha individuato e sottolineato il carattere positivo nella autenticità e nella passionalità del vivere quotidiano, contro ogni falso perbenismo e moralismo del senso comune. Ma qui la sua attenzione si appunta sulla donna, la cui immagine è delineata con estrema delicatezza e sicuramente idealizzata. I termini usati per rappresentarla richiamano al candore e alla purezza (graziosa, bambina, rugiada) o alle gioie che ella può donare (sorriso, paradiso). Una vena di malinconia attraversa tuttavia quegli "occhi grandi color di foglia" e "grigi come la strada", perché lei - forse - non è lì per scelta (perciò inutilmente "ci va un illuso a pregarla di maritare"), anche se poi è costretta ad essere molto docile e a non negarsi a nessuno: "basta prenderla per la mano". La duplice ma inscindibile metafora finale sottolinea - da un lato - il giudizio di positività che De André esprime per quel mondo umile e reietto (letame), ma pieno di umanità e passione, cui la giovane prostituta appartiene; e - d'altro lato - formula la condanna al vuoto e all'insensatezza del mondo ricco e benestante, ma ipocrita e freddo (diamanti). Com'è stato notato, "mai per De André la prostituta è veramente colpevole; la colpa semmai è dalla parte di chi profitta dei suoi servigi" (L. Nissim, in Fabrizio De André. Accordi eretici, EuresisEdizioni 1997, pp. 135-136), che lo faccia prendendola per mano, oppure definendola "pubblica moglie" di giorno ma cercandola spasmodicamente di notte, come fa il "vecchio professore" della Città vecchia. Può essere curioso - data la loro notorietà - sapere che la musica di Via del campo è tratta da una ricerca musicale di Dario Fo e Enzo Jannacci.
Considerate la brevità del componimento e la sua esemplare chiarezza, è notevole il ricorso alle figure retoriche. Vi sono varie metafore: rosa (v. 4) = offerta di sé; paradiso (v. 15) = gioie dell'amore; diamanti (v. 23) = mondo ricco e borghese; letame (v. 24) = mondo umile e povero; fior" (v. 24) = bellezza, giovinezza, passione, felicità.
Evidente l'anafora nella ripresa del titolo (strofe I, II, III, V).
Nella similitudine "occhi grigi come la strada" (v. 7) i due sostantivi sono messi in relazione per il colore, ma la strada ha in sé anche l'idea del luogo nel quale le prostitute sono costrette a vendere se stesse.
METRO. Sei quartine di novenari piani, ad eccezione dell'ultimo verso che è tronco, con schema a rima incrociata (ABBA), ma vi è un caso di rima imperfetta: puttana/mano (vv. 9-12) e un'assonanza tonica: maritare/scale (vv. 18-19). Assente la rima tra il primo e il quarto verso dell'ultima strofa: risponde/fior (con tonica tuttavia identica). Il ritmo è lento e cadenzato, da ballata, caratterizzato dalla regolarità dell'accento di terza ma con alternanza del secondo accento sulla quinta o sulla sesta sillaba. La sintassi è fondamentalmente paratattica, con due ipotetiche ("se di amarla...", "...se amor risponde"), due finali ("a pregarla..., a vederla...") e una temporale ("fino a quando...").
 
In via del Campo si trova il negozio di dischi in cui è conservata ed esposta la chitarra Esteve appartenuta a De André; fu messa all'asta dalla famiglia poco tempo dopo la morte del poeta-cantante e il ricavato fu donato in beneficenza.
L'emporio costituisce una sorta di museo: i passanti possono ascoltare sommessamente le note delle canzoni di Faber mentre in vetrina sono esposte le copertine originali di tutti i dischi pubblicati dal cantautore. Il proprietario/fondatore del negozio/museo Gianni Tassio, da sempre grande estimatore ed amico di Faber, è morto nel 2004, ma l'opera di rinnovare il ricordo di Fabrizio continua per mezzo della moglie.